Definizione
anatomo-patologica di cirrosi: quadro macroscopico di nodularità e fibrosi della
superficie epatica e quadro microscopico di rimaneggiamento della struttura
epatica sostituita da noduli di rigenerazione e deposizione di fibrille
collagene che li delimitano.
Questo è il
risultato di tentativi di riparazione del danno che diversi agenti sono in grado
di provocare al fegato: alla necrosi epatocitaria segue il tentativo di
riparazione e ricostruzione.
Si ha un
progressivo accumulo di collagene ad opera delle cellule di Ito (o cellule
stellate), per solito deputate all’immagazzinamento di vitamina A; per stimoli
infiammatori cronici si hanno le cellule Ito attivate da citochine che aumentano
di numero, hanno carattere simile a fibroblasti e sintetizzano collagene. Ne
segue: ostacolo al deflusso ematico intraepatico (Ipertensione Portale) e
insufficienza funzionale epatica.
Diagnosi
Non
sintomatologia clinica soggettiva: essa è presente o per epatite ancora attiva o
per complicazioni della cirrosi.
Sospetto
diagnostico in base ad anamnesi di epatite, o per ipertensione portale, o
eccesso di alcol. Epatomegalia, aumentata consistenza. Splenomegalia ancora più
diagnostica. Eritema palmare, gli “spider nevi” (minute formazioni vascolari
cutanee a flusso centrifugo) localizzate al tronco, agli arti superiori, al
collo.
I dati di
laboratorio: normali o ipertransaminasemia con markers delle epatiti virali ed
ipergammaglobulinemia con piastrinopenia (primo segno).
Edemi
periferici, ascite, emorragia digestiva rappresentano già
complicanze.
Compare tra
50 e 70 anni. Sesso maschile più colpito 2-3 :1.
Fattori
etiologici: virus epatitici ed alcol sono i più rilevanti in termini
quantitativi in Italia.
HCV = 40%,
HBV = 15-20%, alcol = 15% dei malati. Alcol è aggravante anche in forme virali.
4-5% hanno un’ etiologia autoimmune.
Elenco dei
fattori etiologici:
Alcol. Epatiti virali (HBV, HDV, HCV). Epatiti
autoimmuni.
Malattie
metaboliche: Emocromatosi
(sovraccarico di Fe), Wilson (sovraccarico di Rame), deficit alfa1-antitripsina,
fibrosi cistica, glicogenosi, galattosemia, tirosinemia ereditaria, intolleranza
ereditaria al fruttosio, teleangectasia emorragica ereditaria,
porfiria.
Malattie
biliari: ostruzione biliare extraepatica, intraepatica, CBP, Colangite
Sclerosante.
Malattie da
alterato deflusso venoso: m. veno-occlusiva di Budd-Chiari, insufficienza
cardiaca.
Farmaci. By-pass intestinale per
obesità.
Alimentazione
parenterale totale prolungata.
Sarcoidosi. Sifilide (neonato).
Etilogia
sconosciuta (criptogenetica).
Basi
fisiopatologiche.
La necrosi
epatocitaria avviene per processo flogistico: plasmacellule e linfociti negli
epatociti. Riparazione cicatriziale avviene con deposizione di collagene che
crea ponti fibrosi (bridging necrosis) porto-portali e
porto-centrali.
Quadri
istologici differenti in rapporto ad etiologia:
alcol dà
steatosi, steato-fibrosi, rigonfiamento epatocitario, corpi di
Mallory.
Emocromatosi:
siderosi epatocitaria, minima componente infiammatoria.
Blocco al
deflusso venoso: lesioni cellulari a livello centrolobulare e ad esse segue
deposizione di collagene.
Clinica e storia
naturale.
A) Fase
asintomatica: graduale passaggio da fase virale alla cirrosi: progressiva
riduzione degli indici di infiammazione (transaminasi, ipergamma-globuline)
Segue periodo lungo asintomatico (o vaga sintomatologia) che può durare
anni.
IP = circoli
collaterali (portocavali, in particolare varici dell’esofago) da indagare
precocemente. Riduzione attività protidosintetica (albumina, TP) e della
capacità detossicante (ammoniemia).
B) Fase sintomatica
(di scompenso): da fase asintomatica di iniziale scompenso si passa
ai primi sintomi di scompenso: edemi periferici (ipo-proteinemia),
ascite (ipoproteinemia + IP), encefalopatia (ridotta attività epatica
+ anastomosi porto-sistemiche aperte), deficit coagulativi (tardivi).
Ittero colestatico senza prurito è segno di scompenso grave.
C)
Complicanze.
1.Emorragia
digestiva (rottura varici o gastropatia congestizia o ulcera gastrica o ulcera
duodenale) è complicanza.
2.
Peritonite batterica spontanea.
Ascite +
dolori addominali + febbre.
Provocata da aumentata permeabilità della parete intestinale a causa
della stasi venosa indotta dalla IP. Diagnosi: conta leucocitaria su liquido
ascitico superiore a 1.000/mmc. Antibiotico via venosa a dosi elevate attivo in
particolare su Gram-negativi. Mortalità 40%.
3.
Ascite emorragica.
Dolori
addominali con tensione, ascite ed anemizzazione indicano emorragia
intra-addominale (necrosi di nodulo epatico neoplastico). Puntura esplorativa
dell’ascite per la diagnosi.
4. Ascite
tubercolare.
Rara ma grave
complicanza. Esame del liquido ascitico (essudativo) o la laparoscopia sono
diagnostici.
Evoluzione e
prognosi.
Prognosi
diversa secondo fase della diagnosi (compenso o scompenso). Se compenso segue un
lungo periodo di asintomaticità prima dell’ insorgenza dei segni di scompenso
possono passare anche 15-20 anni. Effettuare solo controlli regolari: ecografia,
transaminasi con protidosintesi e segni di colestasi. Evitare eccessi lavorativi
ed epatotossici.
Scompenso:
decorso dura qualche anno; se decorso della malattia è lungo e non ci sono
scompensi ascitici o emorragici, evoluzione è cancro (HCC). Ecografia: diagnosi
precoce dell’HCC, dimensioni. Non
oltre
Etiologia non
influenza prognosi; se agente eliminato (es. alcol), prognosi
migliora.
O
eliminazione di Ferro o Rame. Rimozione dell’ostacolo biliare nella
CBSecondaria.
Per la
prognosi: classificazione di Child.
Calcolo del
Child-Plugh (criteri dal Brit J
Surg 1973, 60 : 646) :
|
Punteggio |
1 |
2 |
3 |
|
Bilirubina |
<2 |
2-3 |
>3 |
|
Albumina |
>
3,5 |
2,8 – 3,5 |
<
2,8 |
|
Attività
protrombinica (allungamento secondi
‘’) (%
dell’ attività) |
1 – 3 sec > 65 % |
4 – 6 sec 65 – 45
% |
> 6 sec < 45 % |
|
Ascite |
assente |
Clinicamente evidente o presente
all’ ecografia o pregressa (non presente ora ) per terapia
diuretica |
Presente e poco trattabile con
terapia medica |
|
Encefalopatia |
assente |
Grado :
1 - 2 |
Grado
: 3 -
4 |
|
Risultati
: |
Gruppo
A = 5 – 6
punti |
Gruppo
B = 7 – 9
punti |
Gruppo C = 10 – 15
punti |
Diagnosi.
La diagnosi
istologicaè ormai poco usata e non necessaria: struttura epatica sovvertita, con
noduli di rigenerazione e di fibrosi.
Quadro
clinico + dati di laboratorio + ecografia sono sufficienti per diagnosi anche
senza bx epatica. Valutazione ecografia del diametro della vena porta e
valutazione endoscopica di varici esofagee..
Clinica.
Epato-spleno-megalia indica nel 95%
dei casi una cirrosi; solo epato-megalia indica anche epatite
cronica.
Se presenti:
ascite, encefalopatia, ittero, carenza nutrizionale la diagnosi è
certa.
Laboratorio.
Nessun esame è
specifico; dati clinici + dati strumentali = diagnosi.
Etilogia =
markers virali, di auto-immunità, di danno alcolico, da sovraccarico di Fe, Cu,
ecc...
Entità del
danno parenchimale in atto: transaminasi.
Funzione
protidosintetica: albumina, protrombina, colinesterasi.
Presenza di
colestasi: bilirubina, fosfatasi alcalina,
gamma-glutamil-traspeptidasi.
Riduzione
conta piastrinica (meno di 50.000/mmc.); esclusa malattia ematica, è il più
sensibile indice laboratoristico, di solito non associato a sindrome emorragica
dovuta a caduta dei fattori umorali della coagulazione.
Laboratorio
importante per monitorare e seguire l’evoluzione della malattia (indici di danno
parenchimale, di sintesi proteica, di colestasi). Anche dosaggio
alfa-feto-proteina come indicatore specifico (valori superiori a 500 ng/ml sono
indicativi di carcinoma epatico primitivo).
Metodiche di
immagine.
Ecografia.
Importante,
innocua, poco costosa. Informazioni su struttura epatica, su segni di
ipertensione portale e sue conseguenze (alterazione di flussi, circoli
collaterali con doppler).
Es. : vena porta superiore a
Controlli per
identificare lesioni focali: carcinoma epatico primitivo
(LOS).
Biopsia
epatica.
Diagnosi di
certezza. Altre indicazioni: attività del processo epatico, etiologia dello
stesso (colorazioni per antigeni virali, ferro, rame, alfa-1-anti-tripsina).
Eseguita sotto controllo ecografico presenta meno rischi. Se piastrine inferiori
a 60.000 o TP meno di 60% o ascite allora bisogna effettuare una
laparoscopia.
Endoscopia.
Per controllo
varici esofago, gastropatia congestizia 1 volta/anno
EGDscopia.
Se emorragia
digestiva alta, la diagnosi e la terapia endoscopica (sclerosi varici, legatura,
cauterizzazione con laser) sono necessarie. Misurazione della pressione delle
varici è metodica endoscopica possibile di dubbia utilità.
Terapia.
Terapia della
cirrosi in fase di compenso: dieta equilibrata e varia, no alcol, no farmaci
epatotossici e gastrolesivi.
Efficacia
colchicina alla dose di 1mg./die per 5 gg./week per ridurre
fibrillogenesi.
Terapia più
radicale di cirrosi avanzata è il trapianto; molto costoso, bassa disponibilità,
limitazioni intrinseche per l’HbsAg-positività pongono problemi per grande
frequenza di reinfezioni del fegato trapiantato con evoluzione ad insufficienza
epatica nonostante terapia profilattica intensiva con antisieri ad alto
contenuto di anticorpi anti- HBs. Anche per l’HCV positività i problemi della
reinfezione sono elevati, anche in considerazione delle terapie
immunosoppressive post-trapianto cui i pazienti debbono essere
sottoposti.
Pazienti con
cirrosi epatica auto-immune o cirrosi biliare primitiva possono avere recidiva
del processo di base.
E’ sindrome
clinica caratterizzata da incremento patologico della pressione vigente nella
vena porta (normalmente è circa 5-
Cause.
Epatopatie
croniche, cirrosi di qualsiasi etiologia, epatopatie alcoliche, carcinoma
epatocellulare, infezioni parassitarie (schistosomiasi), trombosi vena porta,
occlusione vene sovraepatiche, atresia vene sovraepatiche (Budd
Chiari).
Complicanza
principale della IP è emorragia da rottura di varici gastroesofagee o da
alterazioni circolatorie della mucosa gastrica (gastropatia ipertensiva
portale).
Inoltre
Circolo
portale: mesenterica superiore, mesenterica inferiore e vena
splenica formano la vena porta.
Più “a
monte”: vena gastrica sinistra, vena ombelicale obliterata e riabitata, Retzius,
plesso venoso rettale superiore.
Più in
dettaglio:
n
V. Porta > v. gastrica sin. >
plesso esofageo > emiazigos > azigos > v. cava
sup.
n
V. Porta > v. ombelicale (affluente
della v. porta, ramo sinistro, di solito obliterata) > plesso venoso
paraombelicale > toraciche interne o mammarie > ascellare > giugulare
> tronco brachio-cefalico > cava sup. oppure plesso venoso paraombelicale >
epigastriche superficiali e profonde > v. femorale > iliaca esterna >
iliaca comune > cava inferiore.
n
Retzius = comunicazione tra radici
delle vene mesenteriche (pancreatiche e lienale) e piccole vene affluenti delle
vene addominali parietali (lombari e sacrale mediana) e viscerali (spermatiche
interne e renali) > cava inferiore.
n
Plesso emorroidario rettale superiore
(tributario della mesenterica inferiore > porta) anastomosi con i 2 plessi
emorroidari rettali medio ed inferiore
tributari della vena cava inferiore (tramite iliaca interna > iliaca
comune > vena cava).
Circoli
collaterali si manifestano:
n
giunzione gastro-esofagea e fondo
gastrico
(varici)
n
canale anale (emorroidi)
n
regione peritoneo-parietale (Retzius)
n
parete addominale anteriore (caput medusae)
n
a
livello della vena renale sinistra
Flusso
portale è 1.000-1.200 ml / min; trasporto O2: il 72% arriva al fegato
dalla porta; pressione della porta =
7 mmHg.
Fisiopatogenesi della Ipertensione
Portale.
n
aumento delle resistenze
vascolari
n
incremento del flusso ematico
portale
n
combinazione entrambi i
fenomeni
Si attivano i
circoli collaterali (presenti anche nel normale, ma predominanti nel paziente
Iperteso Portale) che porteranno ad un passaggio - saltando il fegato - al
circolo sistemico cavale dell’ 80% del flusso portale, mentre solo il 15-20%
del sangue proveniente dal sistema
portale passa attraverso il fegato.
NB: le varici
dell’esofago derivano da: vena gastrica sin. > plesso esofageo > azigos;
le varici del fondo gastrico derivano da: vene gastriche brevi > anastomosi
con vene intercostali e diaframmatiche > fondo
gastrico;
le varici
emorroidarie derivano da: anastomosi tra vena emorroidaria superiore e vene
emorroidarie medie ed inferiori
(ipogastrica - cava);
i circoli
peritoneali parietali (Retzius)
derivano da anastomosi che collegano la superficie posteriore degli organi
addominali con la parete addominale posteriore;
i circoli
della parete addominale anteriore (regione ombelicale) derivano da anastomosi
tra vene del legamento rotondo (residuo della circolazione ombelicale del feto)
con vene parietali
addominali;
esiste poi
una comunicazione tra vena renale
sinistra e vena splenica.
Etiologia e
classificazione della Ipertensione Portale.
L’IP può
essere causata da ostacolo al flusso sanguigno in qualsiasi punto del sistema
portale.
Si possono
distinguere una IP intra-epatica ed una IP extra-epatica.
Quella
intra-epatica si distingue a sua volta in:
n
post-sinusoidale (ostruzione tra sinusoidi e atrio
destro)
n
sinusoidale (ostruzione a livello dei
sinusoidi)
n
pre-sinusoidale (ostruzione tra ilo
epatico e inizio della rete sinusoidale).
Esempi:
intraepatica
post-sinusoidale: 1) iperplasia nodulare
rigenerativa 2) iperplasia focale
nodulare 3) carcinoma
epatocellulare 4) malattia
veno-occlusiva 5) sindrome di Budd
Chiari
post-sinusoidale e
sinusoidale : 1) cirrosi epatica 2) epatite
alcolica
pre-sinusoidale : 1) schistosomiasi 2) epatite cronica attiva 3) fibrosi epatica congenita 4) intossicazioni da PVC, arsenico,
rame, farmaci.
extraepatica 1) congenita
2) da infezione ombelicale, appendicolare, peritonitica,
biliare
3) colite
ulcerosa
4) m. di Crohn
NB: nella
cirrosi epatica
Nella epatite
alcolica
IP
intra-epatica pre-sinusoidale è schistosomiasi che colpisce molte persone in
Medio Oriente, Africa e Sud-America.
Infiltrato
infiammatorio negli spazi portali in epatite cronica attiva può dare IP
pre-sinusoidale.
IP
extraepatica può essere congenita, ma spesso è dovuta a trombosi portale dovuta
ad infezioni o a patologia infiammatoria addominale. Nei neonati infezione
ombelicale causata da cateterizzazione della vena ombelicale per
trasfusione.
Diagnosi.
In Europa la
causa di IP più frequente è cirrosi epatica: anamnesi per abuso di alcol,
pregresse epatiti, trasfusioni di sangue o droghe, contatti con
epatopatici.
Cause non
cirrotiche di IP: infezioni intra-addominali, exsanguino-trasfusioni in periodo
neo-natale, interventi chirurgici su addome, uso di farmaci o contatto con
sostanze (contraccettivi orali, antiblastici, PVC, arsenico, rame,
ecc...).
Esame obiettivo (E.O.): splenomegalia, vene dilatate
sulla parete addominale, ascite in addome.
Laboratorio: piastrinopenia, leucopenia
(ipersplenismo secondario).
Esami strumentali: EGDScopia per varici esofagee e/o
gastriche o gastropatia congestizia o ipertensiva portale. Ecografia per morfologia e calibro
della vena porta, per vedere trombosi a livello di un qualsiasi segmento del
sistema portale, pervietà ed ectasia della vena ombelicale, della gastrica
sinistra e/o gastriche brevi. Ecoendoscopia ed ecocolordoppler: la prima può
visualizzare vasi portali e circoli collaterali attraverso le pareti
dell’esofago, dello stomaco e del duodeno; la seconda misura il flusso sanguigno
delle vene del sistema portale e delle vie di fuga eventualmente apèrtesi. Arteriografia del tripode celiaco ed angiografia digitale: visualizzazione
del circolo portale e dei circoli collaterali (specie pre-intervento chirurgico
su sistema portale). Cateterizzazione
delle vene sovraepatiche e misurazione della pressione “libera” e “a
catetere bloccato”; gradiente porto-epatico = 1-4 mmHg è normale nella IP
extraepatica, ma elevato sino a 30 mmHg nella IP intraepatica. Valore soglia è 12 mmHg. Misurazione della pressione (o tensione
superficiale) delle varici
dell’esofago, effettuata direttamente sulle varici esofagee con sonda
endoscopica e puntura diretta delle varici con ago (solo in previsione di
scleroterapia, è manovra cruenta); o utilizzazione di gauge pressorio nel quale
circola un gas inerte (protossido di azoto); o utilizzazione di un pallone
gonfiabile di lattice sul quale un trasduttore misura la pressione necessaria a
far collabire la varice e quindi equivalente a quella della varice
stessa.
Cause
extraepatiche di IP
n
pericardite
costrittiva
n
trombosi sovraepatiche (Budd
Chiari)
n
trombosi portale (da infezione della
vena ombelicale, post-splenectomia, da neoplasie invasive, da
cirrosi).
Cause
intra-epatiche di IP
n
post-sinusoide: malattia
veno-occlusiva da farmaci citostatici
n
sinusoidale: cirrosi epatica
alcolica
n
pre-sinusoide: schistosomiasi, fibrosi
idiopatica da tossici (PVC, As).
NB: la
sequenza è vena porta > pre-sinusoide > sinusoide > post-sinusoide >
vena centrolobulare > vena sovraepatica.
Storia
naturale della Ipertensione Portale (IP):
sanguinamento
acuto da rottura varici: 25-30% delle varici sanguinano nei 2 anni successivi
alla scoperta delle varici stesse. Gastropatia congestizia può dare
sanguinamenti occulti con anemizzazione.
I° episodio
emorragico da varici ha mortalità del 30% nelle prime 6 settimane e del 60%
nell’anno.
Recidiva
emorragica avviene nel 30-40% dei casi nelle prime 6 settimane, nel 60% dei casi
in un anno.
Gastropatia
ipertensiva portale: poco conosciuta è la sua percentuale di sanguinamento:
50% dei casi sanguinamento occulto; sanguinamento palese nel 35% (follow-up
medio di 4 anni). Re-bleeding 60% in un anno se non
trattato.
Terapia
della IP: si distinguono tre fasi:
n
prevenzione primo
sanguinamento
n
primo episodio emorragico
acuto
n
prevenzione di recidive
emorragiche.
A) Prevenzione del primo
sanguinamento.
Interventi chirurgici di deviazione
porto-cava (anastomosi termino-laterale o latero-laterale tra porta e cava): il
sangue salta il fegato e riduce la pressione nei circoli collaterali. Migliora
il rischio emorragico, ma peggiora l’insufficienza
epatica.
Terapia farmacologica con
beta-bloccanti o con nitroderivati è quella raccomandata nella profilassi del
primo episodio emorragico:azione è riduzione della pressione portale per
vasocostrizione splancnica e riduzione portata cardiaca (i betabloccanti) e per
vasodilatazione venosa i nitroderivati. Propanololo, nadololo in 2 dosi al dì;
oppure isosorbide monoidrato, sempre in 2
somministrazioni/die.
B)
Terapia della emorragia
acuta.
Somministrare
liquidi (shock emorragico). Arrestare emorragia: sonde a palloncino, farmaci
vasoattivi, scleroterapia endoscopica, o chirurgia.
Sonde sono
cateteri con 1o2 palloncini introdotti nel naso fino allo stomaco; palloncino
distale viene gonfiato, sonda tirata in alto in modo che palloncino comprima le
vene sottocardiali. Poi si gonfia anche palloncino esofageo a forma a
salcicciotto che comprime le varici dell’esofago. La sonda si lascia in situ per
24-48 ore.
I farmaci
vasoattivi sono: vasopressina, somatostatina e loro derivati a lunga azione:
terlipressina e octeotride. Provocano
abbassamento della pressione portale con meccanismi non del tutto noti tra cui
la vasocostrizione splancnica. Arresto emorragia sì, miglioramento sopravvivenza
no.
Scleroterapia
endoscopica in urgenza è la procedura più indicata.
Anche
transezione esofagea in urgenza va bene nell’arrestare emorragia, ma non per
sopravvivenza.
Sostanze
vasoattive possono essere un utile complemento
terapeutico.
Per
varici gastriche: cianoacrilato e trombina.
C)
Prevenzione delle recidive
emorragiche.
Beta-bloccanti e/o scleroterapia a
lungo termineo legatura endoscopica delle varici esofagee; anche chirurgia
derivativa.
Scleroterapia
+ betabloccanti e chirurgia derivativa = spleno-renale
distale.
Attenzione
alle controindicazioni:
betabloccanti
controindicati se bradicardia, asma, diabete.
Per varici
gastriche: cianoacrilato; per gastropatia ipertensiva =
betabloccanti.
D)
TIPSS e legatura
varici.
Transgiugular
Intrahepatic Porto Sistemic Shunt è una procedura radiologica operativa che
consiste nel creare una comunicazione tra vena porta e sovraepatiche,
utilizzando una protesi vascolare espansibile in maglia metallica; la via di
accesso è transgiugulare e la tecnologia simile al cateterismo delle
sovraepatiche per misurare il gradiente porto-epatico.
E)
Legatura delle varici esofagee è
procedura endoscopica e si effettua ponendo sulle varici un laccio (piccolo
anello di gomma) che provoca strozzatura e fibrosi.
E’ accumulo
di liquido extra-cellulare libero nella cavità addominale.
Fattori
etipatogenetici:
n
IP (pressione idrostatica),
saturazione del drenaggio linfatico, ipoalbuminemia creano gradiente oncotico
negativo nei sinusoidi capillarizzati;
n
ritenzione di H2O e Na+ dal rene:
aumento di aldosterone, angiotensina II, renina, riassorbimento distale e
prossimale di Na+.
Teorie sulla formazione
dell’ascite.
n
Underfilling = IP > aummento
pressione idrostatica nei sinusoidi > linfa > ascite > riduzione del
volume plasmatico > stimolo dei barocettori > renina, angiotensina,
aldosterone > ritenzione idrosalina > aumento volume plasma > IP.
Critiche a questa teroria: 1) sperimentalmente la ritenzione idrosalina precede
ascite; 2) il volume plasmatico è aumentato e non influenzato da
ascite.
n
Overflow: danno epatico > rene
(ritenzione idrosalina > aumento volume
plasma > IP > ascite). Critiche: non spiega aumento
renina-aldosterone-angiotensina e ipotensione dei
cirrotici.
n
Vasodilatazione = IP > ossido
nitrico ? > vasodilatazione splancnica > ipovolemia efficace >
stimolo barocettori > aumento ADH, PRA (plasma reninic activity), Aldosterone
> ritenzione idrosalina > aumento volume plasma > se ciò non ha
efficacia sul sistema simpatico
> si forma ascite dunque per ritenzione H2O e Na+, ipervolemia
inefficace, vasodilatazione, e quindi ascite oppure aumento volume del plasma
efficace su sistema simpatico per sopprimere la ritenzione idrosalina attraverso
la soppressione di produzione di ADH – PRA - Aldosterone > situazione di
compenso con vasodilatazione ed ipervolemia, ma non
ascite.
Trattamento
dell’ascite.
Riposo a
letto e dieta iposodica, farmaci antialdosteronici e diuretici dell’ansa,
impiegati sequenzialmente. Prima paracentesi diagnostica.
Schema: dieta
iposodica (40 mEq Na+/die) e riposo a letto > antialdosteronici
(spironolattone o canreonato di potassio) 400-600 mg/die > + diuretico ansa
(furosemide 40 -160 mg/die) + plasma-expanders (albumina, destrano, emagel) >
ascite refrattaria > paracentesi
ripetute > shunt peritoneo-venoso (valvola di Le Veen) >
tipss.
1) Riposo a
letto: effetto su funzione renale e
su bilancio del Na+. Ortostatismo > riduzione volemia centrale > stimolo
sia dei barocettori a bassa pressione del distretto venoso che di quelli ad alta
pressione del distretto venoso > sistema simpatico > renina – angiotensina
- aldosterone > liberazione renina - vasopressina > ritenzione Na+,
riduzione perfusione renale, riduzione efficacia del
diuretico.
2)
Dieta iposodica: accumulo di Na+ >
mantenimento e aumento versamento ascitico. Troppo sodio può indurre
diuretico-resistenza. Consigliare dieta con 40 mEq di sodio (non più basso
contenuto > iponatremia e azotemia prerenale e perdita di appetito con
peggioramento delle già scadute condizioni nutrizionali).
3)
Terapia diuretica: bilancio sodico
negativo per favorire perdita di sodio ed acqua. Trasferimento del versamento
dal compartimento peritoneale a quello vascolare. Capacità dal compartimento
peritoneale a quello vascolare è 300-500 ml/die e non supera i 700–900 ml/die.
Se diuresi superiore, questa avviene a spese del volume circolante. Diuretici
> perdita peso 1 Kg/die > riduzione volemia del 25-30% > aumento
creatinina e azotemia. Se presenza di edemi > diuresi giornaliere anche di
2000 ml sono terapeutiche. Azotemia pre-renale o alterazioni elettrolitiche sono
frequenti: controllare spesso elettroliti, azotemia e creatinina. Encefalopatia
epatica peggiora in corso di diuretici: perdita di K+ favorisce aumento
produzione di ammonio. Sospendere terapia diuretica, se occorre. Quantità di
liquidi ingeriti va controllata per evitare iponatremia diluzionale. Occhio alle
infusioni per via parenterale (sangue, plasma fresco, aminoacidi nutritivi).
Medicinali con sodio:betalattamici (aumento diuretici).
I
diuretici utilizzabili:
n
spironolattone: è anti-aldosteronico,
quindi funziona meglio -nel paziente cirrotico- della furosemide, anche se meno
potente, perché il sodio -non riassorbito a livello dell’ansa di Henle per
azione della furosemide- viene poi riassorbito a livello del tubulo distale ad
opera dell’aldosterone. Perciò spironolattone (anti-aldosteronico) è diuretico
di prima scelta: i suoi metaboliti attivi si legano alle proteine plasmatiche
(tempo di latenza 2-4 giorni per comparsa o scomparsa dell’effetto
natriuretico). Dose: 200 mg/die da incrementare ogni 2-3 giorni sino a 400-600
mg/die se occorre. Effetti collaterali = iper-kalemia, azione antiandrogena come
ridotta libido, impotenza, ginecomastia e irregolarità
mestruali.
n
canreonato di potassio = idrosolubile,
anche via parenterale, assorbimento intestinale rapido, evita first pass
epatico, meno ginecomastia.
n
furosemide = da aggiungere a terapia
antialdosteronica se non sufficiente. Dose: 40-80 mg/die. Per os assorbito
40-60% picco plasmatico dopo ½ ora, eliminato con urine in 4 ore. 99% legato a
proteine del plasma. Nel tubulo interferisce con il legame cloro ad un sito del
trasporto Na:K:2Cl, situato nel lume tubulare della branca ascendente dell’ansa
di Henle, inibendo il reuptake di sodio (20-50% del sodio
filtrato).
Effetti
collaterali dei diuretici.
Azotemia
pre-renale (squilibrio tra diuresi e riassorbimento di ascite da cavità
peritoneale > riduzione volume circolante > riduzione filtrato
glomerulare.
Iponatriemia
è causata da diuretici dell’ansa (furosemide) oppure riduzione volemia >
vasopressina e riassorbimento tubulare del sodio a livello prossimale > poco
sodio scambiabile che arriva alla branca ascendente dell’ansa di Henle >
riduzione della capacità di diluizione delle urine.
Acidosi
metabolica è indotta da
spironolattone che impedisce riassorbimento di sodio a livello distale ed anche
la secrezione passiva di potassio - ioni e idrogenioni.
Alcalosi
metabolica è indotta da diuretici dell’ansa.
Iperkalemia è
indotta da diuretici risparmiatori di potassio in pazienti con funzionalità
renale ridotta.
4) Paracentesi.
Indicata in ascite refrattaria, ma anche ascite tesa, rischio
di strozzamento erniario, o prima di ecografia diagnostica. Ripetute
sino a completa evacuazione: ma non si corregge la ritenzione di sodio,
per cui vanno poi dati i diuretici. Paracentesi + 40 gr. di albumina
ogni 4-
Ascite refrattaria o
diuretico-resistente.
E’ ascite che
non può essere mobilitata con diuretici. O perché dosi massimali di diuretici
(spironolattone 600mg e furosemide 160mg) non sono efficaci nell’indurre
risposta o perché creano gravi complicanze (insufficienza renale, encefalopatia,
squilibri elettrolitici). Ascite refrattaria è il 5-10% dei casi. Talora ascite
maltrattata. Ricordare dieta iposodica, riposo, anti-aldosteronici a dosi
appropriate. Anche farmaci antiflogistici (che inibiscono sintesi di
prostaglandine) riducono la risposta ai diuretici. Perfusione renale inadeguata.
Ipoalbuminemia.
Paracentesi ripetute
o tecnica di Le Veen-shunt peritoneo-giugulare che prevede il posizionamento di
un tubo perforato nel peritoneo, connesso, attraverso una valvola ad una via, ad
un tubo di silicone inserito nel sottocutaneo della parete addominale o toracica
che arriva al collo dove si immette nella vena giugulare. Quando la pressione
intraperitoneale supera quella venosa di circa 2-5cm H2O la valvola si apre ed
il liquido ascitico refluisce dalla cavità peritoneale nella giugulare. Si
correggono le alterazioni emodinamiche ed ormonali. Applicazione della Le Veen è
associata a mortalità perioperatoria del 10-26% + alta incidenza di complicanze
precoci e tardive. Precoci = infezioni batteriche, coagulopatie, edema
polmonare, sanguinamento gastrointestinale. Tardive = chiusura dello shunt 30%
dei casi, trombosi vascolare, ostruzione intestinale.
Alterazioni
funzionali, non organiche.
Alterazioni
istologiche del rene sono estremamente modeste.
Reni trapiantati -di
pazienti con sindrome epatorenale- hanno ripreso a ben funzionare. Pazienti con
sindrome epatorenale sottoposti a trapianto epatico hanno ripreso la
funzionalità renale.
Fattore
patogenetico della sindrome ER è la ridotta perfusione
renale.
Riduzione
della pressione arteriosa e delle resistenze periferiche, aumento della gittata
cardiaca, vasocostrizione a livello renale e periferico e vasodilatazione del
circolo portale.
Tali
modificazioni emodinamiche > riduzione volemia efficace e attivazione di
sistemi che esercitano spiccata vasocostrizione a livello renale (renina –
angiotensina - aldosterone + sistema simpatico).
Endotossine a
livelli elevati per epatopatia grave con alterazione del sistema
reticolo-endoteliale e presenza di shunt porto-sistemici. Endotossine hanno
azione vasocostrittrice su circolo renale (cane e babbuino). Riduzione sintesi
renale di prostaglandine vasodilatanti (PGE2).
Quindi:
renina – angiotensina - aldosterone + endotossine circolanti + ridotta sintesi
di prostaglandine = sindrome Epato Renale (ER).
Diagnosi:
drastica riduzione della diuresi + incremento azotemia e
creatinina.
Es. urine =
no sodio + assenza sedimento + concentrazione urine conservata con rapporto
osmolarità urine/plasma > 1 e rapporto creatinina uriaria/plasmatica >
30.
Diagnosi
differenziale (DD) con:
Azotemia
prerenale: ha quadro identico, ma migliora rapidamente con plasma-espanders
(albumina umana o destrano o emagel).
Necrosi
tubulare acuta (da incongrua somministrazione di farmaci nefrotossici) ha quadro
laboratoristico: escrezione urinaria di sodio superiore a 30 mEq / litro, urine
iso-osmotiche rispetto al plasma, rapporto creatinina urinaria/plasmatica <
20, alterazioni del sedimento urinario con cilindruria ed ematuria: se diagnosi
tempestiva + terapia dialitica = miglioramento e ripristino funzionalità
renale.
Trattamento della sindrome
ER:
difficilmente
regredisce. Prevenire riduzione della volemia efficace (troppi diuretici,
vomito, diarrea, troppo lattulosio - lattitolo).
Nè plasma
espanders nè LeVeen sono risolutivi.
Ornipressina
(sostanza vasoattiva) può indurre aumento della volemia efficace e miglioramento
della funzione renale.
Misoprostol
(PGE2 sintetico) per correggere ipoproduzione di prostaglandine
renali.
Trapianto
epatico è trattamento di elezione.
Disordini
della coscienza e alterazioni neurologiche in corso di malattia acuta o cronica
di fegato.
Classificazione:
v
in corso di epatite acuta (epatiti
fulminanti)
v
in corso di
cirrosi
v
cronica episodica (causa precipitante:
es: sanguinamento da varici; reversibile)
v
cronica ricorrente: episodi
ricorrenti, causa precipitante è intolleranza a proteine, o stipsi, con aumento
riassorbimento di sostanze azotate da intestino > iperammoniemia); permangono
lievi alterazioni dopo trattamento (ncefalopatia latente)
v
cronica persistente:
rara.
Cause
precipitanti:
sedativi
(ipersensibilità e ridotta clearance);
emorragia
digestiva (carico proteico e ipovolemia);
eccesso
diuretici;
infezioni
ricorrenti;
dieta
iperproteica;
stipsi;
interventi
chirurgici (anestesia, trauma);
derivazione
porto-sistemica e TIPSS;
insufficienza
epatica grave (resezioni epatiche, embolizzazione epatica, epatocarcinoma
diffuso, insufficienza epatica terminale).
Diagnosi:
tremori mani, alterazione sonno - veglia, sopore -
agitazione.
Grado 1 =
sonno-veglia, euforia, no attenzione.
Grado 2 =
sonnolenza, disorientamento, anomalie comportamento
Grado 3 =
semi - incoscienza, risposta mantenuta a stimoli
Grado 4 =
Coma, no risposta stimoli.
Elettroencefalogramma = onde ampie e
lente.
Meccanismi
patogenetici: mancata capacità del fegato a proteggere l’ organismo da una o più
tossina/e endogena/e capace/i di danneggiare il sistema
nervoso.
Importanza
delle sostanze azotate: carichi proteici, aumento azotemia, aumento catabolismo
proteico, ecc... e collegamento con intestino (azione benefica di antibiotici
intestinali su Encefalopatia Epatica (EE) e lattulosio e lattitolo che agiscono
solo su intestino).
1)
ammoniaca, prodotta da deaminazione di
amine e aminoacidi nell’intestino, nei muscoli e nel rene; eliminata da fegato
per sintesi urea, urea > ammoniaca per scomposizione di ureasi batteriche e
cellulari: in corso di epatopatia meno sintesi urea ed iperammoniemia.
Meccanismi tossici: ciclo di Krebs a livello cerebrale; blocco pompa Na+;
sintesi neurotrasmettitori inibitori invece che
eccitatori;
2)
aminoacidi e neurotrasmettitori
deboli: nel plasma dei pazienti cirrotici si ha riduzione degli aminoacidi
ramificati (valina, leucina, iso-leucina) ed aumento degli aminoacidi aromatici
(tirosina, fenil-alanina, triptofano) > aumento aminoacidi aromatici a
livello cerebrale: tirosina e fenil-alanina sono precursori di dopamina e
noradrenalina (Nt eccitatori) ma se in eccesso > sintesi di Nt deboli
(octopamina e beta-fenil-etanol-amina) 50 volte meno attivi dei Nt eccitatori;
triptofano è precursore di serotonina (Nt inibitore).
3)
Gaba: neurotrasmettitore con azione
inibitoria su sistema nervoso centrale: aumentata produzione di gaba da flora
batterica intestinale; ridotta clearance epatica; permeabilità della barriera
emato-encefalica; aumentata sensibilità dei recettori;
4)
mercaptani
5)
acidi grassi a catena
corta
Terapia
dell’Encefalopatia Epatica:
1)
trattare cause
scatenanti
2)
disaccaridi non assorbibili
(lattulosio e lattitolo per bocca o enteroclisma) riducono formazione di
ammoniaca intestinale
3)
in casi gravi (coma) aminoacidi
ramificati per infusione
4)
dieta ipoproteica stretta (50
gr.proteine/die) in casi di intolleranza
5)
antibiotici intestinali (paziente
diarroico).
E’
contaminazione di ascite con batteri; il liquido ascitico (specie ipo-proteico
< 1gr) non ha capacità anti-microbica).
Clinica:
peggioramento delle condizioni generali, ascite refrattaria a diuretici, febbre,
ipotensione, leucocitosi nel liquido ascitico: leucociti = polimorfonucleati
> 250 mm3 + coltura per germi positiva.
Terapia:
antibiotici per via generale: prognosi grave.
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